Labour: “Un dopo-referendum da sviluppare”

popolo-poveroComunicato dell’Associazione “Labour”  per la riunione del “Comitato per il NO” a Roma il 21 gennaio 2017. Comitato presieduto da Massimo Villone e Alfiero Grandi.   “Abbiamo partecipato, come Associazioni “Labour”, alla realizzazione del successo del ‘NO’ nel recente referendum costituzionale. Sul profondo significato politico di quel risultato non è qui necessario tornare. Vogliamo piuttosto richiamare l’impegno di tutti noi per continuare su un percorso che – iniziando dai prossimi referendum della CGIL – sta costruendo quello spazio politico capace di mettere in campo una qualità sociale, economica e ambientale alternativa al degrado in atto in questo paese da molti anni.

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Buon Anno con i Referendum CGIL per i Diritti nel Lavoro!

referendum-cgilTra le iniziative importanti in tema di diritti del lavoro dell’anno che si sta concludendo vi è sicuramente da evidenziare la “coraggiosa” e, per diversi aspetti, lungimirante iniziativa della CGIL che ha raccolto oltre tre milioni di firme su tre importanti quesiti referendari: 1)Voucher; 2)Licenziamento illegittimo; 3)Appalti. Anche alla luce del risultato del Referendum Costituzionale – che ha registrato una netta e, nelle dimensioni, inaspettata vittoria del No – l’appuntamento dei Referendum della CGIL acquista, nel nuovo anno, una rilevanza politica assoluta. Che “Labour” si sente impegnata a sottolineare ed a sostenere. Sapendo che molte/i compagne/i della nostra Associazione, nelle diverse realtà, si sono attivati, sia nella raccolta delle firme che nella loro autentica, mi sento di augurare a tutte e a tutti un Felice Anno Nuovo nel segno di questo nuovo e decisivo impegno dedicato al  valore dei diritti, della democrazia e dignità del e nel  Lavoro, che ci attende nel 2017.

Sergio Negri: “Se 8 Ore”

cop-libro-8-ore-s-negri“Se 8 Ore” è il nuovo libro di Sergio Negri (pag, 168, maggio 2016, Euro 12,00). Edito da Effedì e con la prefazione di Giorgio Simonelli, racconta sotto la forma del romanzo la storica conquista delle Otto ore di lavoro delle mondariso di Vercelli.  È la lotta politica. La lotta strenua, accanita, dolorosa per la conquista delle ore di lavoro nelle risaie del vercellese.Vercelli, 1906. Lo sciopero delle mondine determina le agognate 8 ore di lavoro, una conquista storica di portata immensa per le donne e per i lavoratori tutti. In questo romanzo l’autore racconta la storia di Rosa Maria, che è una storia in cui il percorso di formazione, le passioni amorose, i legami familiari, per quanto intensi, sono dominati da una presenza che si impone su tutto come una vocazione.

Lettieri: “L’euro e il rischio Trump nell’Unione”

trampAntonio Lettieri – Dopo la vittoria di Donald Trump non solo ci si deve interrogare sulle ragioni del suo imprevisto successo in America, ma anche su quale lezione se ne possa trarre per l’Unione europea. Si tratta evidentemente di situazioni politiche non sovrapponibili. Eppure, non ostante tutte le differenze, gli scenari presentano intriganti punti in comune. Innanzitutto, la crisi economica che in modi diversi ha toccato le due sponde dell’Atlantico; poi la crisi dei tradizionali assetti politici. Gli stati Uniti e l’Europa sono stati entrambi colpiti dalla Grande recessione. Con una differenza fondamentale. L’America di Barack Obama ha ripreso a crescere in tempi relativamente rapidi e già nel 2014 il reddito nazionale aveva superato quello antecedente alla crisi. La disoccupazione giunta al 10 per cento al culmine della crisi è stata ridotta al 4,9 per cento. Il contrario si è verificato nell’Unione europea e, in particolare, nell’eurozona dove la crisi ha avuto effetti devastanti.

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Carniti e il Referendum: “No a questo pasticcio”

pierre-carnitiPierre Carniti – da ‘Giustizia & libertà’, 12 Ottobre 2016

Le Costituzioni possono essere cambiate, ma non all’ingrosso, mentre questa riforma ne modifica oltre un terzo. Inoltre lo fa dividendo il paese, aumentando la confusione, disegnando un Senato che difficilmente potrà funzionare.

La combinazione con l’Italicum, poi, indebolirebbe il tessuto democratico e la divisione dei poteri. Prescindo da molte delle critiche alla proposta di riforma costituzionale, già sollevate da costituzionalisti, commentatori e politici, che in larga parte condivido. Le ragioni specifiche che mi determinano a votare no sono fondamentalmente tre.

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Ferrari: “Le variazioni del PIL e la specificità della nostra crisi”

variazioni-pilSergio Ferrari Le attese nei mesi scorsi per conoscere le variazioni trimestrali del Pil nazionale avevano certamente dei buoni motivi, visto la condizione molto critica del nostro sviluppo; una condizione per la verità non esclusiva per il nostro paese dal momento che si parlava di una crisi strutturale internazionale. Il dibattito acceso intorno allo zero della nostra crescita era, tuttavia, il segno di un nervosismo acuto, anche perché non erano comunque questi i dati che avrebbero potuto o meno motivare l’esistenza di una nostra uscita dalla crisi. Questa osservazione vale anche per i dati presentati ai primi di settembre dall’Istat, al quale va riconosciuto una tenuta professionale rispetto alle sollecitazioni immaginabili.

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Mazzucato: “La Finanza ha le mani strette al collo della politica”

mondo-finanziarioMariana Mazzucato – Molte delle nostre politiche fiscali sono pressoché inutili, e le società multinazionali ne approfittano. Ma queste società fanno anche di più: lavorano per indebolire i nostri sistemi fiscali. Apple ha cominciato negli Stati Uniti a mettere i singoli stati federali in competizione l’uno contro l’altro. Nel 2006 la società basata a Cupertino, in California, ha fondato una sussidiaria di investimento in Nevada per non pagare tasse sulle sue plusvalenze finanziarie. La stessa strategia che ora sta mettendo in campo nel resto del mondo. Dopo la decisione dell’Unione europea contro l’Irlanda, Apple ha minacciato di ritirare i suoi investimenti dal Paese, verso altri Stati che offrano garanzie migliori dal punto di vista fiscale.

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Penna: “CHI HA AFFOSSATO LA POLITICA DI PREVENZIONE?”

mappa pericolosità sismicaRenzo Penna – Nella prima decade d’agosto del 2009 ero alle prese con gli appunti, raccolti nel corso degli anni, per dare sistematicità all’esperienza politico-amministrativa di Assessore all’Ambiente della Provincia di Alessandria[1]. Un lavoro di un paio d’anni che si concluderà nei primi mesi del 2011 con la pubblicazione di “Ambiente da Limite a Valore”[2]. Con tra le mani il resoconto di un interessante convegno, di qualche anno prima, dedicato al Piota “un torrente da salvare”[3], nel quale era intervenuto Giuliano Cannata, teorico dell’ambientalismo scientifico, mi ricordai di aver ascoltato la prima volta l’ingegnere in quel di Alba, poco tempo dopo la tragica alluvione del Tanaro del novembre ’94, dove aveva analizzato le cause di quel disastro.

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Ferrari: “I poteri ignoranti” di Paolo Leon

Paolo LeonSergio Ferrari: La crisi in atto ha motivazioni speculative e rischi politici graviL’ultimo libro che Paolo Leon ha pubblicato, “I Poteri ignoranti”, pochi giorni prima di lasciarci, ha come soggetto il “particolare capitalismo nato dalle riforme conservatrici di Thatcher e Reagan e portato a compimento da Clinton e da Blair e finito poi in un drammatico crollo.” . Un libro necessario per fare chiarezza su una situazione molto discussa ma, a tutt’oggi, con poche conclusioni convincenti anche in conseguenza del prevalere di quelle teorie che erano e sono rimaste alla base della gestione della politica economica di quegli anni e tutt’ora prevalenti. Un libro che s’inserisce coerentemente nella ampia bibliografia dell’autore che, non a caso, inizia nel lontano 1963 con la pubblicazione di una “Ipotesi sullo sviluppo dell’Economia Capitalistica”.

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I COMUNI: “COSTRETTI A TAGLIARE I SERVIZI ED AUMENTARE LE TASSE”

gli orologi di palazzo rossodi Renzo Penna – Il giornale dei Comuni ‘Magazine’ ospita, nel numero di giugno, un articolo che mette a nudo le difficoltà che gli Enti locali (Regioni, Province e Comuni) stanno affrontando per effetto della crisi e individua le responsabilità nelle politiche dei governi che, dal 2008, si sono via via succeduti. In particolare nell’ultimo quinquennio, per rispettare i parametri imposti dalla Ue, sono state adottate, nei confronti delle Amministrazioni locali, una serie di manovre sempre più restrittive con l’introduzione di vincoli di spesa – correnti e in conto capitale – che hanno inciso pesantemente sulla loro normale gestione. Lo schema è semplice: “Lo Stato taglia alle Regioni, ai Comuni e alle Province. Loro tagliano ai cittadini; che significa: meno servizi e investimenti.”[1]

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Associazione LABOUR R. Lombardi – "Per una società di liberi e eguali"