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Labour sostiene il referendum per eliminare dalla Costituzione il pareggio di bilancio.

Stop AusteritàL’Associazione Labour intende sostenere la campagna referendaria “Stop austerità” affinchè vengano eliminati dalla nostra Costituzione i riferimenti a normative “stupide” e di ottusa austerità quali quelle che prevedono il pareggio obbligatorio di bilancio: il cosiddetto Fiscal Compat, introdotto nella nostra Carta Costituzionale il 20 aprile 2012 con una larghissima maggioranza. Aderiamo quindi ai quattro quesiti referendari avanzati dal Comitato promotore per cambiare la legge 243 (www.referendun243.it).
Sentiamo, nel contempo, la necessità di invitare i neo eletti della sinistra al Parlamento Europeo perchè, in quella sede, vengano assunte posizioni conseguenti e, in particolare,  vengano portati avanti indirizzi e decise scelte di politica economica e sociale tali da ridurre ed eliminare i divari qualitativi e quantitativi oggi esistenti tra le diverse Nazioni della Comunità. Differenziali di sviluppo che penalizzano, soprattutto, il nostro Paese. Di seguito, in dettaglio, i quattro quesiti referendari. Continua la lettura di Labour sostiene il referendum per eliminare dalla Costituzione il pareggio di bilancio.

CGIL Novara: l’11 luglio presenta il libro di Vigevani

Novara 11 giugno 2014 libro F.V.La Camera del Lavoro di Novara e del VCO (Verbano,Cusio,Ossola) presenta il secondo libro sulla figura sindacale e politica di Fausto Vigevani che è stato Segretario della Cgil di Novara dal 1968 al 1973. L’incontro pubblico si tiene venerdì 11 luglio 2014 alle ore 17 presso il salone della Camera del Lavoro che si trova a Novara in Via Mameli 7b. La presentazione del libro “Fausto Vigevani: il sindacato, la politica” – curato da Edmondo Montali e Sergio Negri, edito da Ediesse e promosso da Fondazione “Di Vittorio” e Associazione LABOUR “Riccardo Lombardi” – sarà introdotta dal Segretario della Camera del Lavoro Giuseppe Mantovan. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Sergio Negri, coautore del volume, Renzo Penna, presidente Associazione LABOUR, Ferruccio Danini e Bruno Lo Duca. Concluderà l’incontro Vincenzo Scudiere che, sino all’ultimo Congresso ha fatto parte della segreteria Nazionale della Cgil.

Appello per l’elezione di Felice Besostri alla Corte Costituzionale

images c orte costituzionaleCari colleghi Deputati e Senatori,
siamo un gruppo di persone che, prima di Voi, in tempi diversi e militando in schieramenti politici diversi, hanno avuto l’onore e la responsabilità di rappresentare i cittadini italiani in quel Parlamento nel quale oggi sono in discussione profonde trasformazioni.
In questi giorni siete chiamati ad una delle più importanti funzioni di garanzia previste dal nostro ordinamento: quella di scegliere due membri della Consulta di nomina parlamentare. Al di là delle convinzioni culturali e politiche di ciascuno di noi, ci accomuna la preoccupazione circa l’infragilirsi di quei meccanismi di autonomia e bilanciamento tra le Istituzioni che sussistono in qualsiasi democrazia, e che la nostra Costituzione prevede. Continua la lettura di Appello per l’elezione di Felice Besostri alla Corte Costituzionale

SE RENZI SI ISPIRA A SCHROEDER E BLAIR

di Luciano Gallino – la Repubblica, 28 giugno 2014

Luciano GallinoNEL discorso volto a illustrare in Parlamento le linee programmatiche del semestre di presidenza italiano della Ue il presidente del Consiglio Matteo Renzi, riportano i giornali, ha detto che “la Germania di Schroeder nel 2003 ha scelto un pacchetto di riforme molto importanti, che oggi consentono a quel paese di essere più degli altri fuori dalla crisi”. Alcuni giorni prima, a Bruxelles, Renzi aveva dichiarato di voler ispirare il suddetto programma al manifesto rilasciato da Schroeder e Blair nel 1999 allo scopo di modernizzare sia la socialdemocrazia che lo stato sociale. Ambedue le dichiarazioni di Renzi sono preoccupanti per il futuro del lavoro e dello stato sociale nel nostro paese. Vediamo perché. Il manifesto Schroeder-Blair del 1999, che s’intitolava La strada in avanti per i socialdemocratici d’Europa , conteneva una serie di propositi che parevano scritti non da politici di sinistra, bensì da avversari storici della socialdemocrazia, quelli per cui lo stato sociale è sempre stato soltanto un intralcio sulla via della prosperità economica. Continua la lettura di SE RENZI SI ISPIRA A SCHROEDER E BLAIR

Presentato a Gossolengo (PC) il libro “Fausto Vigevani: il sindacato, la politica”

foto Gossolengo 26 giugno 2014Attenta e partecipata la prima presentazione pubblica del libro “Fausto Vigevani il sindacato, la politica” che si è tenuta a Gossolengo (PC) giovedì 26 giugno, alle ore 21, presso la biblioteca Comunale. Una pubblicazione promossa dall’Associazione Labour “Riccardo Lombardi” con l’intenzione di offrire – grazie all’attualità del pensiero politico e sindacale e delle intuizioni di Vigevani – un’occasione utile per riflettere sui complessi e drammatici problemi di oggi. L’assemblea pubblica è stata organizzata dall’Associazione Labour di Piacenza, dalla Cgil e lo Spi di Piacenza. L’incontro, coordinato dal segretario della Camera del Lavoro, ha visto gli interventi del neosindaco di Gossolengo Angelo Ghillani, di Sergio Negri, coautore, e di Renzo Penna, presidente dell’Associazione Labour Nazionale. Presente, tra gli altri, la figlia di Fausto, Valentina e alcuni amici di liceo di Vigevani. Un particolare ringraziamento per l’organizzazione e l’ottima riuscita dell’iniziativa all’amico Davide Vanicelli e ai compagni dello Spi-Cgil. La prossima presentazione del libro è prevista per l’11 luglio presso la Camera del Lavoro di Novara.

Libertà e uguaglianza per l’identità della sinistra

fotoVdi Carlo Patrignani – l’Unità.it, 26 giugno 2014
Si é di sinistra in quanto si ha come parametri della propria identità, della propria cultura, dei propri ideali e base della costruzione di programmi e progetti: la libertà e l’uguaglianza, due valori essenziali che definiscono l’identità di sinistra, che, va detto per inciso, non la dà un gruppo dirigente; il gruppo dirigente ha l’obbligo di predisporre le condizioni per costruirla, ma deve sapere che l’identità, oggi più che mai, é un fenomeno che non é circoscrivibile da un gruppo dirigente ristretto che poi la trasmette.
Dopo di che, occorre subito riconoscere che il riformismo é debole, perché debole e incostante é il suo collegarsi ai valori. Ma ciò indebolisce la politica, la rende estranea, lontana, autoreferenziale. Da quest’idea della politica, da questa crescente lontananza e autoreferenzialità, traggono origine il disinteresse se non l’ostalità da parte dei cittadini e l’astensionismo crescente degli elettori.

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Cosa manca per passare da Keynes alla crisi italiana

foto keinsdi Sergio Ferrari

La grande convergenza che ultimamente sembra essersi prodotta in Italia sulla necessità di ricorrere a politiche di tipo keynesiano per superare la crisi economica, sollecita la non minore necessità di mettere a fuoco la forma che esse dovrebbero assumere per risultare efficaci. Nel corso del tempo tali politiche sono state infatti oggetto di letture di diverso tipo e di riflessioni intese a cogliere le diversità dei contesti economici in cui si sono trovate ad operare. Ci troviamo oggi in condizioni molto diverse da quelle assunte originariamente da Keynes e nonostante l’evoluzione compiuta dalla riflessione post-keynesiana, non risulta possibile affrontare le peculiarità che caratterizzano il sistema produttivo del nostro Paese se non ricorrendo a valutazioni e strumentazioni altrettanto specifiche.
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Quello che serve per riformare davvero la P.a.

Roma 4 aprile '09 la CGILSul progetto Renzi-Madia di riforma della Pubblica Amministrazione il commento di  Rossana Dettori, Segretario Generale della Fp Cgil, dal sito di Rassegna Sindacale

Siamo arrivati alla fine di questa estenuante fase “preparatoria” della riforma della pubblica amministrazione del governo Renzi e ciò che resta sul tappeto è ben poco rispetto alle aspettative che si sono volute ingenerare. Nessun ragionamento “di sistema”, nessuna proposta di ridisegno complessivo delle funzioni pubbliche, nessun approccio generale che possa farci leggere la possibilità di un progetto organico. Nulla che sia nulla sugli errori del passato, sulle controriforme Brunetta-Monti e sulla necessità di un loro superamento. E nulla, ancora, sulla crisi economica in corso, che ha inciso, fra le altre cose, sia sulla garanzia dei servizi ai cittadini, sia sulle condizioni di lavoro, aggravando, anche per questa via, una crisi istituzionale che è sotto gli occhi di tutti.

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Beschi (Cgil): “Per la ripresa serve lavoro di qualità”

CGIL_logo

RadioArticolo1 – Il responsabile delle Politiche economiche della Cgil Nazionale: “Si confermano le analisi che da tempo continuiamo a fare. Se non si dà una giusta interpretazione sulle ragioni della crisi e si continua a perseguire il principio dell’austerità, la ripresa non verrà”

“Purtroppo si confermano le analisi che da tempo continuiamo a fare. Cioè che se non si dà una giusta interpretazione sulle ragioni della crisi e si continua a perseguire il principio dell’austerità, la ripresa non verrà e di conseguenza. Nel frattempo, però, si ridurrà l’apparato produttivo, che in questi anni è calato del 25%, mentre aumenterà la disoccupazione e si impoverirà il paese”. E’ quanto afferma Mauro Beschi, responsabile del dipartimento Politiche economiche della Cgil, commentando ai microfoni di Italia Parla, su RadioArticolo1, i recenti dati sulla disoccupazione e i lavoratori in sofferenza”
“Secondo noi, invece, – continua Beschi – occorre intervenire con misure radicali e non convenzionali fondate soprattutto su due elementi: una riorganizzazione delle politiche europee, che deve consentire di dare spazi alle economie nazionali per poter mettere in atto investimenti pubblici che trascinino gli investimenti privati e i progetti di creazione diretta di lavoro. Se non si fanno queste cose non soltanto non invertiremo la tendenza ma il pericolo è di una deflazione del sistema.” Continua la lettura di Beschi (Cgil): “Per la ripresa serve lavoro di qualità”

Associazione LABOUR R. Lombardi – "Per una società di liberi e eguali"