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Davide Vanicelli: “La povertà educativa”

Il quotidiano “Libertà” di Piacenza ha pubblicato questo intervento di Davide Vanicelli, presidente dell’Associazione “Labour Fausto Vigevani”  

“Tra le drammatiche conseguenze della crisi economica e sociale innescata dall’emergenza COVID vi è la tragedia della povertà educativa che priva numerosi bambini delle risorse fondamentali in termini di istruzione e nega loro un futuro di piena cittadinanza attiva e consapevole all’interno della comunità in cui vivono.
Per affrontare adeguatamente questo problema sarebbe sufficiente ricordare che l’ISTAT e molti altri istituti di ricerca stimano un raddoppio dell’incidenza di questo fenomeno a causa dell’emergenza COVID.

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Penna: “Le celebrazioni mancate nei giorni del contagio”

di Renzo Penna – Non solo la Benedicta, la Festa della Liberazione e il Primo Maggio, ma anche le Vittime civili dei bombardamenti della seconda Guerra Mondiale

“Uno dei comportamenti che sta diventando abituale nella difesa dal contagio è la ricerca della distanza con l’altro e gli altri. Camminando, se ci si incrocia, uno dei due cambia direzione, la copertura del volto, poi, accentua l’anonimato e i saluti si riducono a brontolii o a cenni delle mani. Una consuetudine certo obbligata e virtuosa per ridurre la rischiosa invadenza del Covid-19, ma che impedisce i contatti, le riunioni, gli incontri e muta nel profondo i rapporti sociali. A soffrire sono e saranno le pubbliche celebrazioni che scandiscono le ricorrenze civili della nostra democrazia.

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Bufarale: “Riccardo Lombardi, da fautore a critico del  centro-sinistra”

RiccardoLombardi e il '68Aspettando il sessantotto” – Riccardo Lombardi: da fautore a critico del  centro-sinistra –  di Luca Bufarale. Nato nel 1962 dall’intesa tra la Democrazia cristiana, i suoi tradizionali alleati socialdemocratici e repubblicani e il Partito socialista, all’opposizione dal 1948, il centro-sinistra esprime, tra alterne vicende, pressoché tutti i governi italiani almeno sino al 1972 ed è visto quasi unanimemente come uno snodo centrale nella storia della “prima repubblica”. La maggior parte degli studiosi ha sottolineato la contraddizione tra il lungo dibattito che ha preceduto il varo di questa formula politica (e le grandi speranze suscitate) da un lato, e la scarsità dei risultati ottenuti, in termini sia di riforme che di modifica degli equilibri politici, dall’altro. «Come mai – si chiede ad esempio Silvio Lanaro nella sua Storia dell’Italia repubblicana – un’alleanza preparata per quasi dieci anni, negoziata con estrema prudenza e uscita vittoriosa da scaramucce piccole e meno piccole, si rivela poi singolarmente avara di frutti concreti?» (Lanaro 1992, p. 327). In quasi tutte le ricostruzioni storiografiche, e specialmente in quelle che privilegiano il punto di vista del centro-sinistra come “occasione mancata” del riformismo di sinistra, la figura del dirigente socialista Riccardo Lombardi (Regalbuto 1901 – Roma 1984) costituisce un punto di riferimento privilegiato. Continua la lettura di Bufarale: “Riccardo Lombardi, da fautore a critico del  centro-sinistra”

LOMBARDI: “La mia società alternativa”*

Riccardo Lombardi 15,02,1973 - Comitato Centrale PSI, due*Questo articolo di Riccardo Lombardi è apparso su “il Manifesto” del 23 ottobre 1977; ricavato dal libro: “Riccardo Lombardi, scritti politici 1963-1978. Dal centro-sinistra all’alternativa”, Marsilio Editori, 1978
Il  testo fu redatto da Riccardo Lombardi nell’ottobre del 1977. L’Italia era guidata dal governo della non sfiducia presieduto da Giulio Andreotti, un esecutivo che aveva fatto parzialmente cadere la conventio ad excludendum (i comunisti sostenevano l’esecutivo, un monocolore dc, con l’astensione, di qui la definizione di “governo della non sfiducia). Erano tempi molto complicati con l’inflazione che ad ampie falcate guadagnava la soglia del venti per cento, le casse dello Stato tanto vuote da obbligarci, qualche anno prima, nel 1974, a chiedere un prestito alla Bundesbank garantito attraverso la consegna ai nostri creditori di una parte delle nostre riserve auree. L’esecutivo presieduto da Andreotti si inquadrava all’interno della formula della “solidarietà nazionale” che per i comunisti era una fase di passaggio verso quell’accordo organico definito da Enrico Berlinguer con la proposta del Compromesso Storico. Lombardi a questa prospettiva non si rassegnava: per lui, il traguardo doveva essere il governo delle sinistre, prospettive e suggestioni alimentate anche dalla crescita in Francia del Psf e che di lì a poco (nel 1981) avrebbe portato Francois Mitterrand all’Eliseo. L’articolo di Lombardi, al di là delle proposte, racconta di un modo diverso di fare politica: non la semplice gestione del contingente, ma lo sforzo di immaginare una società nuova, diversa, nelle sue variegate articolazioni. Uno sforzo a cui la sinistra dovrebbe ricominciare a dedicarsi.

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Ferrari: “Da Keynes alla beatitudine economica”

di Sergio Ferrari (da www.cittadellascienza.it)

4 marzo 2016

Sergio Ferrari
Sergio Ferrari

Tra le varie domande che le incertezze economiche esistenti sollevano a livello internazionale, la più frequente – anche se non sempre espressa compiutamente – sembra essere quella che riguarda i tempi e i modi del superamento delle cause della crisi da tempo in atto.
Una crisi che ha evidenti connotati economici, ma non minori sono i segnali negativi in materia sociale, ambientale e delle relazioni internazionali. Continua la lettura di Ferrari: “Da Keynes alla beatitudine economica”

Settis: la ‘buona scuola’ non è buona

s settisSalvatore Settis: “La buona scuola non è buona. E le “competenze” non servono a niente” – di Bruno Giurato (da Linkiesta.it). L’archeologo e storico dell’arte contesta l’indirizzo della scuola e dell’università di oggi. E difende gli insegnanti, l’ozio creativo, e la storia come riserva di possibilità per il futuro. Studi sempre più specializzati. L’acquisizione di “competenze” sempre più precise che seguano le esigenze del mercato del lavoro. Studenti che escono dall’università (o anche dalle superiori) in possesso di una professionalità spendibile subito. Sono questi i desideri proibiti di chi frequenta le scuole, oltre che il totem retorico degli addetti alla cultura, dai ministeri ai dirigenti scolastici. Continua la lettura di Settis: la ‘buona scuola’ non è buona

Ferrari: “La buona scuola di Walter Tocci”

buona scuoladi Sergio FerrariLe molte sollecitazioni che vengono indotte nel lettore dalle analisi particolarmente “sentite” di Walter Tocci (La scuola, le api e le formiche”) [1] sulla recente riforma della scuola, hanno una origine nel convincimento che una società può e deve essere giudicata attraverso l’analisi del suo sistema scolastico. Nel caso del nostro Paese questo sistema è stato oggetto di un intervento del Governo evidentemente di grande pretese, che  si è voluto, infatti, chiamare:  “ la grande riforma per la Buona scuola”. In parallelo “il pensiero dominante si è impadronito delle parole illibate, le ha strappate alla comunità e le ha gettate sul marciapiede a prostituirsi”. Così oggi la parola riforma “non fa più presagire un’emancipazione, ma annuncia nuove sciagure.”

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Gustavo Zagrebelsky: “La tragedia greca e la sovranità spodestata”

la tragedia grecia“L’Europa è un deserto dove comanda il potere dei creditori” (su La Repubblica del 28 luglio 2015) – Si parla di fallimento dello Stato come di cosa ovvia. Oggi, è “quasi” toccato ai Greci, domani chissà. È un concetto sconvolgente, che contraddice le categorie del diritto pubblico formatesi intorno all’idea dello Stato. Esso poteva contrarre debiti che doveva onorare. Ma poteva farlo secondo la sostenibilità dei suoi conti. Non era un contraente come tutti gli altri. Incorreva, sì, in crisi finanziarie che lo mettevano in difficoltà. Ma aveva, per definizione, il diritto all’ultima parola. Poteva, ad esempio, aumentare il prelievo fiscale, ridurre o “consolidare” il debito, oppure stampare carta moneta: la zecca era organo vitale dello Stato, tanto quanto l’esercito. Come tutte le costruzioni umane, anche questa poteva disintegrarsi e venire alla fine. Era il “dio in terra”, ma pur sempre un “dio mortale”, secondo l’espressione di Thomas Hobbes. Tuttavia, le ragioni della sua morte erano tutte di diritto pubblico: lotte intestine, o sconfitte in guerra. Non erano ragioni di diritto commerciale, cioè di diritto privato.

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LE VITTIME DIMENTICATE DEI BOMBARDAMENTI ALLEATI

Corso Acqui e soms bombardamenti 1944di Renzo PENNA I bombardamenti alleati sconvolsero la città di Alessandria, soprattutto nell’ultimo anno della seconda guerra mondiale, provocando 559 morti, danneggiando e distruggendo gran parte delle abitazioni e degli edifici pubblici. Le incursioni più violente si ebbero il 30 aprile 1944 e il 5 aprile 1945. Le sirene che annunciavano gli allarmi-aerei entrarono in funzione oltre mille volte.  “Era caduto Mussolini, con lui il fascismo e, dopo 45 giorni, l’8 settembre 1943 con l’annuncio dell’armistizio e l’illusione che la guerra fosse finita. Cinque giorni prima gli americani, conquistata la Sicilia, avevano messo piede sul continente. Dopo quell’annuncio alla radio – alle 19,45 – del maresciallo Badoglio, ad Alessandria, come nel resto del paese, la gente era uscita di casa a cercare conferme, euforica aveva accantonato le precauzioni dell’oscuramento e sperato davvero, per qualche ora, nella fine del conflitto. L’Italia era in guerra da 1.184 giorni, il disagio, la stanchezza, l’incertezza del futuro pesavano sull’animo dei cittadini, mentre il progressivo razionamento dei generi alimentari aveva peggiorato le condizioni di vita e la carenza alimentare, se non la fame, preoccupava le famiglie, in primo luogo, per lo stato dei bambini e di chi doveva lavorare.”

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Presentazione di “Azione Popolare” di Salvatore Settis

Locandina Convegno Settis 2013Intervento Renzo Penna alla presentazione del libro di Salvatore Settis: “Azione Popolare – Cittadini per il bene comune”, lunedì 25 marzo 2012 – Palazzo Borsalino – Università.

Come è noto il libro di Salvatore Settis tratta e valorizza l’azione dei cittadini per i beni comuni. Scuole e Università sono – secondo la Commissione Rodotà che si è occupata di Beni comuni in coerenza con il dettato della Costituzione – un bene pubblico sociale, quindi da difendere, da sostenere. In una fase di crisi economica, sociale, morale come quella che attraversa il nostro Paese, segnata da forti tagli decisi dagli ultimi governi nei confronti della scuola e dell’università pubblica (ad Alessandria ha chiuso – anche per un eccesso di zelo nell’applicazione della Gelmini – la sede decentrata del Politecnico) vede anche, per difficoltà delle famiglie, una riduzione delle iscrizioni, ed è evidente che una Università come questa – giovane anche se con ottimi risultati nella qualità della didattica e della ricerca e nell’impegno degli studenti – attraversi momenti difficili. Continua la lettura di Presentazione di “Azione Popolare” di Salvatore Settis