Archivi categoria: Stato sociale

Penna: “LACRIME DI COCCODRILLO PER LA SANITA’ PUBBLICA”

Di Renzo Penna – “Abbondano le lacrime di coccodrillo per le difficili condizioni che sta attraversando la sanità pubblica stressata dall’epidemia di Coronavirus, dopo decenni di tagli nel trasferimento delle risorse, di riduzioni del personale (infermieri, medici e tecnici di laboratorio), posti letto e chiusure affrettate di piccole e medie strutture, sovente presidi preziosi per il territorio e, nell’attuale emergenza, utili anche per isolare il contagio. Con dipendenti costretti, molto prima dell’insorgere del Covid-19, a straordinari e turni massacranti, e il ricorso, da più parti, a medici già in pensione. Recriminazioni poco credibili, specie se provenienti dalle Regioni, oggi in serie difficoltà, governate dal centrodestra dove, scientemente, si è operato per agevolare gli interessi della sanità privata in favore di coloro che, per reddito e condizione, ne possono affrontare i costi e, al contempo, si è lasciato deperire e declassato il servizio sanitario nazionale pubblico e universale. Il tutto in nome di una presunta razionalizzazione ed efficientamento del sistema, considerato alla stregua di un’azienda. Piuttosto che assegnare priorità alla qualità e all’efficacia del servizio si sono, da parte di troppi Governi, nazionali e regionali, considerati esclusivamente i problemi dei costi e della sostenibilità finanziaria. Con il fine di conquistare alla logica del profitto privato quote crescenti e consistenti del sistema. E si è giunti persino a consentire che si diffondesse e affermasse, tra i cittadini, un giudizio negativo sul sistema sanitario che, malgrado forti squilibri territoriali e sacche di inefficienza, è tra i migliori al mondo.

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I COMUNI: “COSTRETTI A TAGLIARE I SERVIZI ED AUMENTARE LE TASSE”

gli orologi di palazzo rossodi Renzo Penna – Il giornale dei Comuni ‘Magazine’ ospita, nel numero di giugno, un articolo che mette a nudo le difficoltà che gli Enti locali (Regioni, Province e Comuni) stanno affrontando per effetto della crisi e individua le responsabilità nelle politiche dei governi che, dal 2008, si sono via via succeduti. In particolare nell’ultimo quinquennio, per rispettare i parametri imposti dalla Ue, sono state adottate, nei confronti delle Amministrazioni locali, una serie di manovre sempre più restrittive con l’introduzione di vincoli di spesa – correnti e in conto capitale – che hanno inciso pesantemente sulla loro normale gestione. Lo schema è semplice: “Lo Stato taglia alle Regioni, ai Comuni e alle Province. Loro tagliano ai cittadini; che significa: meno servizi e investimenti.”[1]

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Luciano Gallino: “le interessate falsità sulla previdenza pubblica”

spiCgildi Luciano Gallino, “la Repubblica” (13 gennaio 2015) – Caro professor Boeri, mi permetto di richiamare la sua attenzione sul fatto che l’informazione riguardo alle pensioni è in gran parte incompleta, fuorviante o addirittura falsa. È superfluo ricordare che qualunque informazione venga diffusa in merito alla previdenza pubblica tocca milioni di persone che sperano di arrivare quanto prima a percepire una pensione, e altri milioni che una pensione già riscuotono. Penso che tutti loro abbiano un ragionevole diritto a che l’informazione pubblica sul sistema pensionistico sia possibilmente completa e corretta. Continua la lettura di Luciano Gallino: “le interessate falsità sulla previdenza pubblica”