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Penna “I 120 ANNI DELLA CAMERA DEL LAVORO DI ALESSANDRIA”

Di Renzo Penna. “20 gennaio 1901-2021 .  I 120 ANNI DELLA CAMERA DEL LAVORO DI ALESSANDRIA”

Nelle prime battute del libro di Roberto Botta, dedicato alle “Origini della Camera del Lavoro di Alessandria”, si legge che: “Il 20 gennaio 1901 era domenica. In quel giorno d’inverno diverse centinaia di operai percorrevano le vie di Alessandria. La loro destinazione era Piazza S. Martino dove sorgeva il Salone della Leva, meta in quegli anni, insieme al Foro Boario, delle manifestazioni operaie. Quel pomeriggio alle 15, doveva iniziare un’importante riunione; man mano che gli operai arrivavano ci si accorse che questa volta il vecchio salone non sarebbe bastato per accoglierli tutti. Il freddo tuttavia non scoraggiò gli ultimi arrivati, che si adattarono di buon grado a restare sulla piazza… Chi era riuscito ad entrare poté ascoltare i discorsi di alcune figure mitiche del proletariato alessandrino: l’orefice Devercelli, il ferroviere Lagazzi e il militante socialista Reposi si succedettero alla tribuna, dividendosi equamente i lunghi applausi di una entusiasta platea. Dopo un’ampia discussione… la riunione si sciolse ‘nel massimo buon ordine’. Al termine non mancarono festose bicchierate e pellegrinaggi di osteria in osteria. Quella manifestazione fu l’atto costitutivo della Camera del Lavoro di Alessandria”.[1]

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Articolo 99: “L’impatto del Covid-19 sulla popolazione anziana”

ARTICOLO NOVANTANOVE –  Associazione per il Dialogo Sociale   dei già Consiglieri CNEL

Gli insegnamenti dell’impatto avuto sulla popolazione anziana dal Covid–19 in relazione alla efficienza ed efficacia del sistema sanitario e assistenziale. Giugno 2020

Premessa e sintesi – Il Paese sta tentando di uscire dalla emergenza del Covid-19. Una esperienza durissima che richiederà tempo e cure per superare l’eredità che lascia. In particolare il bilancio degli anziani morti a causa del virus, un pesantissimo debito sulle spalle della collettività per non aver saputo proteggere adeguatamente la parte più fragile della popolazione. Su questo drammatico argomento, che ha messo in evidenza tutti i limiti del sistema italiano di assistenza sanitaria e sociale, Articolo 99 – Associazione per il dialogo sociale, vuole dare il suo contributo di idee e proposte ben sapendo che si potrà onorare il debito contratto solo se il Paese saprà attivare tempestivamente tutte quelle riforme tese a evitare che quanto accaduto si possa ripetere. Consideriamo che questo sia anche il messaggio dei recenti importanti indirizzi maturati dalla Commissione europea riguardo alle misure di sostegno per i Paesi più colpiti dalla pandemia. Riteniamo che se le eventuali condizionalità saranno finalizzate a prevenire il ripetersi di una eventuale pandemia è un dovere morale accettarle e, coerentemente, tenerne conto.

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Tronti: “Fare chiarezza sul MES”

“Fare chiarezza sul MES” –  Lettera aperta al ministro Gualtieri

16 Settembre 2020 –  da: “economiaepolitica.it”

Molti commentatori e molti rappresentanti politici sostengono che il ricorso al fondo MES per combattere le conseguenze dell’epidemia in corso non comporta condizioni oltre a quella del divieto dell’uso per altri scopi delle somme ottenute. In particolare, in audizione in Parlamento il commissario europeo Gentiloni ha dichiarato espressamente che “le condizionalità macroeconomiche che hanno caratterizzato la crisi precedente sono state eliminate per queste linee di credito straordinarie destinate alla sanità” (come riportato dal Sole-24 ore del 1° settembre). Tuttavia questo è vero per l’accesso al prestito, mentre per quanto riguarda il periodo successivo i rinvii alla legislazione europea (e in particolare al Regolamento 472/2013) comportano per il debitore il regime di “Sorveglianza rafforzata”, in base al quale può essere richiesto di “adottare misure correttive volte a evitare ogni problema futuro riguardante il finanziamento sul mercato”. Inoltre l’art.14 del trattato del MES stabilisce che “il suo Consiglio di Amministrazione adotterà direttive particolareggiate inerenti alla modalità di applicazione” dopo che la domanda sia stata avanzata, e che il paese debitore sarà sottoposto a sorveglianza post-programma sui suoi conti pubblici sino alla restituzione del 75% dell’importo dovuto.

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Beschi: “No alla grande Menzogna”

di Mauro Beschi 
Ripubblichiamo l’appello “No alla grande menzogna“, già pubblicato sul ‘manifesto’ del 24 giugno 2020, con i primi firmatari (Massimo Villone, padre Alex Zanotelli, Domenico Gallo) e al quale si sono aggiunte circa 500 firme. Studenti, insegnanti, docenti universitari, avvocati, giornalisti, sacerdoti, sindacalisti: è uno spaccato dell’Italia che dice No, che respinge la grande menzogna del taglio dei privilegi della casta, quando, al contrario, l’oggetto di questa drastica riduzione è il diritto dei cittadini italiani ad essere rappresentati e a far giungere la loro voce in Parlamento. Allontanando sempre di più i rappresentanti dai cittadini e dal territorio, si accrescerà, anziché diminuire, il senso di sfiducia nei confronti del Parlamento e della democrazia costituzionale, favorendo la deriva verso una democrazia illiberale sul modello dell’Ungheria o della Polonia.
In questo momento in cui si sta finalmente avviando un grande dibattito popolare sul referendum, riproponiamo l’appello che scolpisce le ragioni essenziali per respingere questa riforma che inganna.
Per adesioni inviare una mail a adesione.nograndemenzogna@gmail.com

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Valdo Spini: “Perché i Rosselli parlano ancora a questa Italia”

A 83 anni dall’assassinio dei fratelli Rosselli, Valdo Spini ha pubblicato un’interessante riflessione sull’attualità del loro pensiero.*

“Il socialismo liberale è una dottrina politica elaborata da Carlo Rosselli. Una conciliazione impossibile tra due sistemi di pensiero apparentemente incompatibili? No, perché una conciliazione è avvenuta, per esempio, con il governo laburista britannico del 1945-1951, dove un partito socialista aveva sussunto nella sua azione di governo le proposte di due liberali, in senso anglosassone naturalmente, come Keynes e Beveridge. Una vicenda, peraltro, descritta eloquentemente nel film di Ken Loach, The spirit of 1945.Ma anche nell’Italia del centro-sinistra degli anni Sessanta ha agito una corrente socialista-liberale, intesa come sintesi tra il filone socialista di Riccardo Lombardi, quello cattolico di Pasquale Saraceno e quello laico di Ugo La Malfa.

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L’appello di 103 economisti: “Ue e Bce, non è così che si supera la crisi”

La Banca centrale prima archivia Draghi, poi fa marcia indietro costretta dalla reazione dei mercati, ma intanto ha perso l’arma decisiva della credibilità. La Ue prende alcune misure ma non rinnega – anzi di fatto conferma – la logica economica che ci condanna a una crisi perenne. Cosa è necessario davvero. Da “MicroMega”.

Tra i firmatari: Daniela Palma, Leonello Tronti, Alessandro Roncaglia, Carlo Clericetti  

“Neanche di fronte a un disastro l’attuale classe dirigente europea è disposta a prendere atto che le idee che hanno guidato finora la politica economica sono profondamente sbagliate. Questa classe dirigente pretende che tali idee interpretino il modo migliore di far funzionare i mercati, elevati a mitici giudici di ciò che è giusto e ciò che non lo è e di fatto sostituiti al processo democratico. Ma proprio la reazione dei mercati alle prime decisioni dei ministri finanziari e poi della Bce su come fronteggiare l’emergenza hanno sepolto sotto una valanga di vendite da panico la palese incomprensione della situazione da parte dei massimi dirigenti europei, costringendoli a frettolosi tentativi di riparazione.

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Lombardi: “Il problema della disoccupazione deve essere risolto”

È il 18 settembre del 1984 e sono trascorsi 35 anni.

Riccardo Lombardi è morto. Il vecchio padre storico della sinistra italiana, fondatore del Partito d’Azione, prefetto della Milano liberata, leader intransigente e spesso isolato di una minoranza socialista, si è spento ieri alle 14,50 in una clinica romana.
Riccardo Lombardi, personalità estremamente eterodossa, probabilmente per i suoi trascorsi nel Partito d’Azione, capace di affascinare chi sognava l’alternativa, ma anche di suscitare grande rispetto in chi non aveva una idea propriamente movimentista della politica come Ugo La Malfa. Diceva il leader repubblicano del vecchio compagno del Partito d’Azione: «Non basta avere gli economisti. Bisogna avere anche chi interpreta politicamente gli economisti. Ora secondo me, c’era un solo uomo nel Partito Socialista Italiano che poteva impostare bene il problema dell’economia moderna in Italia, Riccardo Lombardi.

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Manifesto per la sovranità costituzionale

1. PREAMBOLO Il più lungo e grave ciclo di crisi della storia del capitalismo dopo quello del 1929 ha messo in ginocchio le classi popolari e larghe fasce di classi medie delle economie mature. Un ciclo generato dalla guerra di classe dall’alto scatenata dalle élite politiche e finanziarie di Stati Uniti ed Europa, combattuta nell’Unione europea attraverso il mercato unico e l’euro. Il processo di globalizzazione e finanziarizzazione dell’economia, unitamente alle politiche di indebitamento pubblico e privato regolate dalle organizzazioni sovranazionali (Fmi, Banca mondiale, Ue), hanno alimentato e moltiplicato a dismisura disuguaglianze e ingiustizie, fattori di un ulteriore aggravamento delle divergenze e di un ulteriore giro di stagnazione. In questo contesto, l’Italia ha subito un radicale processo di deindustrializzazione e impoverimento dovuto anche alla vocazione alla rendita delle famiglie storiche del suo capitalismo.

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Messaggio al Congresso della CGIL

MESSAGGIO ALLA CGIL dal “Coordinamento per la Democrazia Costituzionale”. 

Alla Segretaria generale della Cgil e al Congresso nazionale della Cgil, Bari 22/25 gennaio 2019

“Care compagne e cari compagni, state concludendo un avvenimento politico e sindacale di grande importanza per le lavoratrici e i lavoratori, per tutto il paese, per il futuro della democrazia del nostro paese. Noi guardiamo con interesse e attenzione ai vostri lavori dall’inizio della vostra campagna congressuale e siamo fiduciosi che la conclusione del vostro congresso nazionale metterà la Cgil nelle condizioni di contribuire come in passato ad affrontare le difficili sfide che il nostro paese deve affrontare.

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Piketty: “Trasformare politiche e Istituzioni UE”

Appello promosso da Thomas Piketty e l’elenco dei firmatari – Noi, cittadini europei, provenienti da contesti e paesi diversi, lanciamo oggi questo appello per una profonda trasformazione delle istituzioni e delle politiche europee. Questo Manifesto contiene proposte concrete, in particolare un progetto per un Trattato di democratizzazione e un Progetto di budget che può essere adottato e applicato nella sua forma attuale dai paesi che lo desiderino, senza che nessun altro paese possa bloccare quanti aspirino al progresso. Può essere firmato on-line da tutti i cittadini europei che in esso si riconoscono. Può essere modificato e migliorato da qualunque movimento politico. Dopo la Brexit e l’elezione di governi antieuropeisti a capo di diversi paesi membri, non è più pensabile continuare come prima. Non possiamo limitarci ad aspettare le prossime uscite o un ulteriore smantellamento senza apportare cambiamenti radicali all’Europa di oggi.

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