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Fermiamo le delocalizzazioni

FERMIAMO LE DELOCALIZZAZIONI

 3 settembre 2021

Sul tema delle delocalizzazioni industriali praticato con grande spregiudicatezza da fondi finanziari internazionali che non hanno nessun interesse ai valori del lavoro e alle stesse produzioni, ma puntano solo a massimizzare i profitti degli azionisti pubblichiamo il documento di indirizzo per una legge contro le delocalizzazioni redatto da un gruppo di giuslavoristi tra cui vari Giuristi Democratici, approvato dall’assemblea permanente delle lavoratrici e dei lavoratori Gkn

L’assemblea permanente delle lavoratrici e dei lavoratori Gkn ha votato e fatto proprio il seguente documento di indirizzo per una legge contro le delocalizzazioni, redatto dal gruppo dei giuslavoristi intervenuto il 26 agosto di fronte ai cancelli. Nessuna legge sulle nostre teste, ma una legge che sia scritta con le nostre teste. Siamo pronti a presentare il testo di legge, ad arricchirlo sui cancelli di ogni azienda, a sostenerlo nelle piazze.

#insorgiamo

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Lettera di Riccardo Lombardi a Salvador Allende  

Lettera di Riccardo Lombardi a Salvador Allende

 Nei prossimi giorni ricorre l’anniversario della morte dei compagni Salvador Allende e Riccardo Lombardi. Il professore Giovanni Scirocco* li ricorda con una lettera (proveniente dalle carte di Riccardo Lombardi presso la Fondazione di studi storici Filippo Turati di Firenze) scritta nel luglio 1971 da Lombardi ad Allende. La lettera non fu spedita, ma riveste un notevole interesse, non solo per il ricordo di questi due straordinari compagni e della loro lotta per il socialismo.

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Tronti: “La scommessa perduta dell’unità sindacale”

Il decreto di San Valentino  – 1) L’84: la scommessa perduta dell’unità sindacale – di Leonello Tronti 4 marzo 2021 (ildiariodellavoro.it)

La maturazione del decreto di San Valentino costituisce per la storia del sindacato confederale un preciso punto di crisi. Più di dieci anni prima, il 3 luglio 1972, CGIL, CISL e UIL avevano siglato a Roma il patto federativo che portò alla nascita della Federazione unitaria, con l’impegno di agire in modo quanto più possibile autonomo dai partiti politici. Nell’ottobre dello stesso anno l’assemblea nazionale dei delegati metalmeccanici aveva fondato la Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM) con organismi e sedi unitarie a ogni livello, dando vita all’esperienza sindacale che portò avanti in modo più completo l’esperienza unitaria. Tuttavia, se per tutti gli anni ’70 La Federazione CGIL-CISL-UIL garantì la gestione unitaria delle principali vicende sindacali, l’unità però non resse negli anni ’80, in particolare in occasione della promulgazione da parte del governo di Bettino Craxi del decreto-legge di San Valentino, che sanciva la predeterminazione della scala mobile.

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Penna “I 120 ANNI DELLA CAMERA DEL LAVORO DI ALESSANDRIA”

Di Renzo Penna. “20 gennaio 1901-2021 .  I 120 ANNI DELLA CAMERA DEL LAVORO DI ALESSANDRIA”

Nelle prime battute del libro di Roberto Botta, dedicato alle “Origini della Camera del Lavoro di Alessandria”, si legge che: “Il 20 gennaio 1901 era domenica. In quel giorno d’inverno diverse centinaia di operai percorrevano le vie di Alessandria. La loro destinazione era Piazza S. Martino dove sorgeva il Salone della Leva, meta in quegli anni, insieme al Foro Boario, delle manifestazioni operaie. Quel pomeriggio alle 15, doveva iniziare un’importante riunione; man mano che gli operai arrivavano ci si accorse che questa volta il vecchio salone non sarebbe bastato per accoglierli tutti. Il freddo tuttavia non scoraggiò gli ultimi arrivati, che si adattarono di buon grado a restare sulla piazza… Chi era riuscito ad entrare poté ascoltare i discorsi di alcune figure mitiche del proletariato alessandrino: l’orefice Devercelli, il ferroviere Lagazzi e il militante socialista Reposi si succedettero alla tribuna, dividendosi equamente i lunghi applausi di una entusiasta platea. Dopo un’ampia discussione… la riunione si sciolse ‘nel massimo buon ordine’. Al termine non mancarono festose bicchierate e pellegrinaggi di osteria in osteria. Quella manifestazione fu l’atto costitutivo della Camera del Lavoro di Alessandria”.[1]

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Articolo 99: “L’impatto del Covid-19 sulla popolazione anziana”

ARTICOLO NOVANTANOVE –  Associazione per il Dialogo Sociale   dei già Consiglieri CNEL

Gli insegnamenti dell’impatto avuto sulla popolazione anziana dal Covid–19 in relazione alla efficienza ed efficacia del sistema sanitario e assistenziale. Giugno 2020

Premessa e sintesi – Il Paese sta tentando di uscire dalla emergenza del Covid-19. Una esperienza durissima che richiederà tempo e cure per superare l’eredità che lascia. In particolare il bilancio degli anziani morti a causa del virus, un pesantissimo debito sulle spalle della collettività per non aver saputo proteggere adeguatamente la parte più fragile della popolazione. Su questo drammatico argomento, che ha messo in evidenza tutti i limiti del sistema italiano di assistenza sanitaria e sociale, Articolo 99 – Associazione per il dialogo sociale, vuole dare il suo contributo di idee e proposte ben sapendo che si potrà onorare il debito contratto solo se il Paese saprà attivare tempestivamente tutte quelle riforme tese a evitare che quanto accaduto si possa ripetere. Consideriamo che questo sia anche il messaggio dei recenti importanti indirizzi maturati dalla Commissione europea riguardo alle misure di sostegno per i Paesi più colpiti dalla pandemia. Riteniamo che se le eventuali condizionalità saranno finalizzate a prevenire il ripetersi di una eventuale pandemia è un dovere morale accettarle e, coerentemente, tenerne conto.

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Tronti: “Fare chiarezza sul MES”

“Fare chiarezza sul MES” –  Lettera aperta al ministro Gualtieri

16 Settembre 2020 –  da: “economiaepolitica.it”

Molti commentatori e molti rappresentanti politici sostengono che il ricorso al fondo MES per combattere le conseguenze dell’epidemia in corso non comporta condizioni oltre a quella del divieto dell’uso per altri scopi delle somme ottenute. In particolare, in audizione in Parlamento il commissario europeo Gentiloni ha dichiarato espressamente che “le condizionalità macroeconomiche che hanno caratterizzato la crisi precedente sono state eliminate per queste linee di credito straordinarie destinate alla sanità” (come riportato dal Sole-24 ore del 1° settembre). Tuttavia questo è vero per l’accesso al prestito, mentre per quanto riguarda il periodo successivo i rinvii alla legislazione europea (e in particolare al Regolamento 472/2013) comportano per il debitore il regime di “Sorveglianza rafforzata”, in base al quale può essere richiesto di “adottare misure correttive volte a evitare ogni problema futuro riguardante il finanziamento sul mercato”. Inoltre l’art.14 del trattato del MES stabilisce che “il suo Consiglio di Amministrazione adotterà direttive particolareggiate inerenti alla modalità di applicazione” dopo che la domanda sia stata avanzata, e che il paese debitore sarà sottoposto a sorveglianza post-programma sui suoi conti pubblici sino alla restituzione del 75% dell’importo dovuto.

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Beschi: “No alla grande Menzogna”

di Mauro Beschi 
Ripubblichiamo l’appello “No alla grande menzogna“, già pubblicato sul ‘manifesto’ del 24 giugno 2020, con i primi firmatari (Massimo Villone, padre Alex Zanotelli, Domenico Gallo) e al quale si sono aggiunte circa 500 firme. Studenti, insegnanti, docenti universitari, avvocati, giornalisti, sacerdoti, sindacalisti: è uno spaccato dell’Italia che dice No, che respinge la grande menzogna del taglio dei privilegi della casta, quando, al contrario, l’oggetto di questa drastica riduzione è il diritto dei cittadini italiani ad essere rappresentati e a far giungere la loro voce in Parlamento. Allontanando sempre di più i rappresentanti dai cittadini e dal territorio, si accrescerà, anziché diminuire, il senso di sfiducia nei confronti del Parlamento e della democrazia costituzionale, favorendo la deriva verso una democrazia illiberale sul modello dell’Ungheria o della Polonia.
In questo momento in cui si sta finalmente avviando un grande dibattito popolare sul referendum, riproponiamo l’appello che scolpisce le ragioni essenziali per respingere questa riforma che inganna.
Per adesioni inviare una mail a adesione.nograndemenzogna@gmail.com

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Valdo Spini: “Perché i Rosselli parlano ancora a questa Italia”

A 83 anni dall’assassinio dei fratelli Rosselli, Valdo Spini ha pubblicato un’interessante riflessione sull’attualità del loro pensiero.*

“Il socialismo liberale è una dottrina politica elaborata da Carlo Rosselli. Una conciliazione impossibile tra due sistemi di pensiero apparentemente incompatibili? No, perché una conciliazione è avvenuta, per esempio, con il governo laburista britannico del 1945-1951, dove un partito socialista aveva sussunto nella sua azione di governo le proposte di due liberali, in senso anglosassone naturalmente, come Keynes e Beveridge. Una vicenda, peraltro, descritta eloquentemente nel film di Ken Loach, The spirit of 1945.Ma anche nell’Italia del centro-sinistra degli anni Sessanta ha agito una corrente socialista-liberale, intesa come sintesi tra il filone socialista di Riccardo Lombardi, quello cattolico di Pasquale Saraceno e quello laico di Ugo La Malfa.

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L’appello di 103 economisti: “Ue e Bce, non è così che si supera la crisi”

La Banca centrale prima archivia Draghi, poi fa marcia indietro costretta dalla reazione dei mercati, ma intanto ha perso l’arma decisiva della credibilità. La Ue prende alcune misure ma non rinnega – anzi di fatto conferma – la logica economica che ci condanna a una crisi perenne. Cosa è necessario davvero. Da “MicroMega”.

Tra i firmatari: Daniela Palma, Leonello Tronti, Alessandro Roncaglia, Carlo Clericetti  

“Neanche di fronte a un disastro l’attuale classe dirigente europea è disposta a prendere atto che le idee che hanno guidato finora la politica economica sono profondamente sbagliate. Questa classe dirigente pretende che tali idee interpretino il modo migliore di far funzionare i mercati, elevati a mitici giudici di ciò che è giusto e ciò che non lo è e di fatto sostituiti al processo democratico. Ma proprio la reazione dei mercati alle prime decisioni dei ministri finanziari e poi della Bce su come fronteggiare l’emergenza hanno sepolto sotto una valanga di vendite da panico la palese incomprensione della situazione da parte dei massimi dirigenti europei, costringendoli a frettolosi tentativi di riparazione.

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Lombardi: “Il problema della disoccupazione deve essere risolto”

È il 18 settembre del 1984 e sono trascorsi 35 anni.

Riccardo Lombardi è morto. Il vecchio padre storico della sinistra italiana, fondatore del Partito d’Azione, prefetto della Milano liberata, leader intransigente e spesso isolato di una minoranza socialista, si è spento ieri alle 14,50 in una clinica romana.
Riccardo Lombardi, personalità estremamente eterodossa, probabilmente per i suoi trascorsi nel Partito d’Azione, capace di affascinare chi sognava l’alternativa, ma anche di suscitare grande rispetto in chi non aveva una idea propriamente movimentista della politica come Ugo La Malfa. Diceva il leader repubblicano del vecchio compagno del Partito d’Azione: «Non basta avere gli economisti. Bisogna avere anche chi interpreta politicamente gli economisti. Ora secondo me, c’era un solo uomo nel Partito Socialista Italiano che poteva impostare bene il problema dell’economia moderna in Italia, Riccardo Lombardi.

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