Archivi categoria: Lavoro

Tronti: “L’innovazione digitale e il mondo del lavoro”

29 dicembre 2019 – Intervista di Alessandro Mauriello a Leonello Tronti, docente di Economia e Politica del Lavoro, Università di Roma Tre. I processi tecnologici e digitali che caratterizzano la “Quarta Rivoluzione Industriale” modificano l’organizzazione del lavoro, l’innovazione dei processi e dei settori produttivi, la mediazione dei corpi intermedi. Le competenze e i saperi collegati alla qualità del lavoro, sono sempre più indirizzate verso una Economia della Conoscenza nella quale il lavoratore deve assumere un approccio proattivo, diventando attore di “partecipazione cognitiva”. Tratteremo di queste tematiche inerenti il mondo del Lavoro con il prof. Leonello Tronti, esperto di politiche del lavoro da anni in prima linea per una vera riforma delle relazioni sindacali, e per un approdo verso un’economia più “sostenibile”.

Continua la lettura di Tronti: “L’innovazione digitale e il mondo del lavoro”

Tronti: “La produttività se la prende l’impresa”


A luglio sono scaduti i contratti di un milione e mezzo di lavoratori. Nei rinnovi bisognerebbe tener conto della funzione macroeconomica dei salari che, se da una parte sono un costo per la singola impresa, dall’altra alimentano la crescita attraverso i consumi, generando domanda per l’insieme delle imprese. L’esame di alcuni settori mostra che i guadagni di produttività non si sono divisi equamente tra profitti e retribuzioni, con svantaggio di queste ultime a volte notevole

Di Leonello Tronti da “Eguaglianza & Libertà”

“Secondo l’Istat (Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali), i contratti nazionali di lavoro che vengono a scadenza nel mese di luglio 2019 sono pari all’8,7% del monte delle retribuzioni di primo livello del settore privato. Più precisamente, i contratti da rinnovare riguardano il 6,6% del monte retributivo dell’industria e il 10,9% di quello dei servizi privati: nell’insieme quasi un milione e mezzo di lavoratori. A fronte delle difficoltà economiche in cui versa il Paese, bloccato com’è da ormai un anno su di uno scomodo crinale che su un versante porta alla recessione e sull’altro alla stagnazione, come affrontare questa stagione di rinnovi?

Continua la lettura di Tronti: “La produttività se la prende l’impresa”

La CGIL di Novara-VCO ricorda Fausto Vigevani

La Camera del Lavoro di Novara-VCO e lo SPI-CGIL del Verbano organizzano per venerdì 17 maggio, con inizio alle ore 15, un incontro a Verbania dedicato al pensiero sindacale e politico di Fausto Vigevani. “Un grande compagno, un grande amico” è il titolo dell’iniziativa. Il convegno, coordinato da Bruno Lo Duca, sarà presentato dal Segretario Cgil del Piemonte Pier Massimo Pozzi e dal Segretario della Camera del Lavoro di Novara VCO Attilio Fasulo. Nel dibattito sono previsti gli interventi di Renzo Penna, per l’Associazione Labour “R. Lombardi”, e Ferruccio Danini, già Segretario della CGIL di Novara.  E’ prevista la presenza di Sergio Negri, coautore dei due libri pubblicati dall’Eds che riguardano l’attività di Vigevani e la figlia di Fausto, Valentina Vigevani. Va ricordato che Vigevani, dopo la prima esperienza sindacale presso la CGIL di Piacenza, è stato dal 1968 al 1973 il Segretario Generale della Camera del Lavoro di Novara, dove ha lasciato tra i lavoratori e i compagni della CGIL un grande ricordo.

Tronti: “Lavorare meno, la lezione di Carniti sempre più attuale”

Il presidente dell’Inps Tridico ha rilanciato la proposta tante volte avanzata da Carniti e Tarantelli: non si dovrebbe lasciarla cadere, in una situazione in cui i salari reali non hanno tenuto il passo nemmeno con il modesto aumento della produttività e in cui una riduzione generalizzata delle ore lavorate, non contrattata, si è realizzata di fatto. Il recente contratto dei metalmeccanici tedeschi mostra che è possibile

Leonello Tronti – “Rilanciare oggi lo slogan di Pierre Carniti ed Ezio Tarantelli, come ha fatto recentemente Pasquale Tridico in visita alla Sapienza, è certamente uno stimolo importante e non va lasciato cadere. Oltre al valore macroeconomico, di cui discuto più avanti, il punto fondamentale della riproposizione è oggi quello della volontarietà della riduzione di orario, su cui un notevole passo avanti è stato fatto dal contratto dell’IG-Metall del Baden-Württemberg (qui il mio articolo su Industriamoci, il mensile della Uiltec, di febbraio 2018). E all’opposto, a proposito di riduzione di orario non contrattata collettivamente, va ricordato che in Italia una riduzione generalizzata – ma involontaria – dell’orario di lavoro è in corso dal 4° trimestre del 2008: -4,1% per i dipendenti, -4,6% per tutti gli occupati.

Continua la lettura di Tronti: “Lavorare meno, la lezione di Carniti sempre più attuale”

Penna: “NOVITA’ POSITIVE DALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA”

Renzo Penna – 12 febbraio 2019. “Ritengo che uno degli aspetti più importanti della straordinaria manifestazione sindacale di sabato 9 febbraio a Roma sia stato il ritorno, dopo molti anni, all’unità d’azione di Cgil, Cisl e Uil. Un’unità del mondo del lavoro tanto più necessaria dopo che, nell’ultimo decennio, il sindacato ha duramente pagato lo scotto della crisi. Un evento di rilievo non solo per le tre Confederazioni, ma per il futuro della politica italiana e, in particolare, della sinistra che per ritrovarsi deve ripartire dalla centralità del lavoro, dalla sua dignità e dai diritti. Con una severa, ma indispensabile autocritica nei confronti delle idee neoliberiste, monetariste che, ad iniziare dagli anni ’90, sono state condivise in Europa anche dai principali partiti socialisti e socialdemocratici. Un’ideologia incentrata sul mercato senza regole, sul principio della concorrenza e della stabilità dei prezzi, il lavoro precario e sottopagato, la privatizzazione delle imprese pubbliche, il ridimensionamento dello Stato sociale universalistico e la riduzione del potere sindacale.

Continua la lettura di Penna: “NOVITA’ POSITIVE DALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA”

Buon Lavoro a Maurizio Landini

L’Associazione “Labour R. Lombardi” esprime soddisfazione per l’andamento e le conclusioni unitarie del XVIII Congresso Nazionale della CGIL che costituiscono un sicuro punto di riferimento e dovrebbero anche rappresentare un utile insegnamento per la sinistra italiana. Particolari congratulazioni e auguri di buon lavoro a Maurizio Landini nuovo Segretario Generale, eletto a larghissima maggioranza, e alla nuova Segreteria.

Di Landini riportiamo una breve testimonianza che bene illustra il carattere del neo Segretario e di come lui consideri l’autonomia un elemento fondamentale del Movimento sindacale.

Continua la lettura di Buon Lavoro a Maurizio Landini

Lombardi e il piano del lavoro 1949-’50 della CGIL

Riccardo Lombardi: “ Il problema dei finanziamenti e l’obiettivo del Piano del lavoro della CGIL” ( da “Rinascita”, febbraio/1950).
Nel 1950 la CGIL lanciava la campagna per il “Piano del lavoro”. Il Piano presupponeva una messa in discussione del modello di sviluppo perseguito dalla DC e dai suoi alleati nel primo quinquennio repubblicano. Un modello di sviluppo teso a privilegiare l’accumulazione privata e la libertà del mercato nel stabilire le priorità di investimento nel Paese. Contro questa visione si scagliò Riccardo Lombardi, uno dei più attivi e competenti difensori del Piano confederale. Nell’articolo che segue, pubblicato su “Rinascita” nel febbraio del 1950, Lombardi confuta l’impianto liberista delle misure economiche portate avanti dai governi De Gasperi e sottolinea le potenzialità di crescita di un piano di intervento statale. Si tratta di un dibattito che, a distanza di quasi 70 anni, risulta utile a capire la vera natura dello scontro in atto oggi tra i sostenitori dell’austerità e chi propone la necessità dell’intervento pubblico come via privilegiata verso la ricostruzione di un’economia al servizio delle persone.

Continua la lettura di Lombardi e il piano del lavoro 1949-’50 della CGIL

Tronti: “Il Sindacato e la crisi sociale”

di Leonello Tronti (Università degli Studi Roma Tre), intervento al convegno dell’Associazione Labour: “Fausto Vigevani: l’innovazione nel Sindacato e nella politica”, CGIL Nazionale, 11 giugno 2018

1. Premessa
Purtroppo non ho mai la fortuna di conoscere personalmente Fausto Vigevani e, non avendo sufficientemente approfondito la sua opera e la sua figura, non ritengo opportuno parlare di lui direttamente. Vorrei quindi rifarmi al suo impegno in modo indiretto, partendo dal momento storico in cui maturò il decreto di San Valentino: una fase davvero critica per il sindacato italiano e in particolare per la componente socialista della CGIL. In quella fase Vigevani, che dal 1982 era membro della segreteria nazionale della CGIL, fu chiamato a svolgere un ruolo molto difficile, di minoranza e non condivisione, se non di aperta opposizione alla linea confederale. Un ruolo di difesa dell’embrione di unità sindacale, costruito con fatica sulla base dell’impulso della FLM di Trentin, Carniti e Benvenuto, contro la posizione largamente maggioritaria del suo stesso sindacato.
Credo che quel momento sia stato davvero cruciale rispetto ai successivi sviluppi della società e dell’economia e che pertanto, avendo a mente la posizione di Vigevani, sia opportuno discutere sinteticamente di come la fragilità dell’unità sindacale abbia condizionato sino ad oggi la storia sociale ed economica del nostro Paese. Dall’esame delle condizioni critiche che si sono venute a creare da allora è quindi utile passare ad esaminare le prospettive si aprono oggi, in un momento di relativo consolidamento della prospettiva unitaria, su temi quali la riforma del modello contrattuale, la politica industriale e il ruolo delle relazioni industriali nel disegno di una fase di accelerazione dello sviluppo e di lotta alla crisi sociale del Paese.

Continua la lettura di Tronti: “Il Sindacato e la crisi sociale”

Penna: “Morti sul lavoro: ridare valore e dignità al lavoro”

morti-sul-lavoro 2di Renzo Penna – Gli incidenti sul lavoro, mortali o gravemente invalidanti, si ripetono giornalmente e, sovente, non fanno più notizia. Affinché siano trattati con evidenza ed interesse dalla stampa nazionale e suscitino emozione nell’opinione pubblica occorre che l’incidente assuma le caratteristiche della strage. Come capitato con i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino bruciati vivi in fabbrica nel dicembre del 2007. O, nella dimensione locale, riguardi un giovane, come Davide Olivieri, un ragazzo di 22 anni con gli occhi azzurri, così hanno notato e riportato i media, operaio della Sli di Vignole Borbera (AL) al primo impiego, schiacciato la mattina di mercoledì 6 giugno da un muletto all’interno di un capannone dell’azienda di lubrificanti. Dall’inizio dell’anno al 20 giugno, quando scrivo, i morti sui luoghi di lavoro sono già 346 e il mese di maggio con i suoi 71 morti è da dimenticare. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza nazionale.[1]

Continua la lettura di Penna: “Morti sul lavoro: ridare valore e dignità al lavoro”

Tronti: “Il Patto della Fabbrica”

Patto fabbricaIl Patto della Fabbrica: prove di partnership sociale
di Leonello Tronti (Università di Roma Tre)

Un patto bilaterale – Quasi a sancire la fine di una lunga stagione di accordi separati, il 25 gennaio 2016 Cgil, Cisl e Uil hanno presentato ad associazioni datoriali, Governo e Paese, un progetto unitario di riforma del sistema di relazioni industriali mirato a realizzare “uno sviluppo economico fondato sull’innovazione e la qualità del lavoro”. Molti gli ambiti di notevole rilievo toccati: la conferma del doppio livello contrattuale (nazionale e decentrato), una politica salariale più espansiva, il ruolo della partecipazione dei lavoratori nell’innovazione dell’impresa, l’attuazione del Testo unico sulla rappresentanza del 2014, la validità erga omnes degli accordi e altri ancora. Da allora le tre confederazioni sindacali hanno stipulato unitariamente accordi di applicazione di quel testo con varie associazioni padronali del commercio, dell’artigianato, della piccola impresa. Ma c’è voluto più di un anno di trattative per arrivare, il 9 marzo 2018, a chiudere un’intesa anche con Confindustria, la maggiore associazione imprenditoriale italiana. L’accordo interconfederale, battezzato Patto della Fabbrica con terminologia tipica di una Confindustria lontana nel tempo e non solo (si veda il discorso inaugurale della presidenza Merloni del 1980), si distingue dai precedenti del 1993 e del 2009 anzitutto perché è bilaterale e non trilaterale. Esso viene infatti sottoscritto solamente da sindacati e associazione padronale; il Governo non vi ha ruolo, nemmeno come datore di lavoro del pubblico impiego, anche se Renzi aveva più volte sollecitato le parti sociali ad accordarsi per dare attuazione al Testo Unico sulla rappresentanza, prospettando in alternativa di intervenire con una norma che ha poi trovato comunque spazio nei programmi elettorali tanto del PD come dei 5 Stelle.

Continua la lettura di Tronti: “Il Patto della Fabbrica”