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Buozzi-Labour: “Vigevani il Dirigente e il Sindacalista Socialista”

Care/i amiche/ci

Per iniziativa della Fondazione Bruno Buozzi, con il sostegno dell’Associazione LABOUR “R. Lombardi“, si tiene lunedì 13 aprile 2026, ore 15,00, il seminario dedicato alla figura di “Fausto VIGEVANI il Dirigente e il Sindacalista Socialista“.

L’incontro si potrà seguire sui canali Facebook e You Tube della Fondazione Bruno Buozzi.

In allegato il programma con i partecipanti.

A nome di LABOUR ringrazio il compagno Alessandro Mauriello per il suo impegno nell’organizzare il seminario.

Cari saluti

Renzo Penna

12 aprile 2026

Penna: Referendum, ha vinto la Costituzione

Referendum giustizia: ha vinto la Costituzione

23 marzo 2026

di Renzo Penna

Ha vinto la Costituzione fondata sul Lavoro, Repubblicana e Antifascista. E hanno vinto tutti coloro che, con generosità è passione, si sono impegnati per impedire che, con un voto della sola maggioranza, si cambiassero sette articoli della Carta costituzionale. Devo dire che questo è stato l’aspetto che, sin da subito, aldilà del merito, mi ha convinto a votare ‘No’. Perché, con quella modalità, si alterava lo spirito della Costituzione e il voto diventava, immediatamente, un voto politico, una resa dei conti del governo Meloni nei confronti dell’indipendenza della Magistratura, uno dei pilastri della democrazia italiana.

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Salvatore Biasco: “Regole, Stato, uguaglianza”

Regole, Stato, Uguaglianza (Luiss 2016)

La posta in gioco nella cultura della sinistra e nel nuovo capitalismo

di Salvatore Biasco

La crisi economica e sociale fa riaffiorare nel dibattito politico parole d’ordine quali “Stato”, “eguaglianza” e “regole”. Non si tratta, tuttavia, di parole che trovano di per sé la forza per ribaltare la visione culturale egemone nell’ultimo trentennio, né esenti da pericoli di una rielaborazione che le faccia apparire un semplice ritorno al passato. Quelle parole d’ordine possono, tuttavia, esser colte ed elaborate se captate da una cultura politica che, nonostante le revisioni necessarie, sia con esse in sintonia e che abbia la capacità di riappropriarsene e trasformarle in coordinate progettuali seguendo le quali sia possibile rifondare un’identità e definire i capisaldi di un programma politico.

Biasco, Salvatore. – Economista e uomo politico italiano (Roma 1939-2022). Allievo di Paolo Sylos Labini e di M.H. Dobb, docente di Economia internazionale presso l’Università di Modena e, dal 1983, alla Sapienza di Roma, ha fornito sostanziali contributi per il superamento dei paradigmi neoliberisti, associando all’indagine sui sistemi fiscali, sugli aspetti finanziari e sui nessi fra mercato e democrazia un rigoroso studio delle coordinate sociopolitiche e un incessante impegno per la definizione di una nuova cultura politica progressista. Candidato dal PDS nelle liste dell’Ulivo, parlamentare dal 1996 al 2001 (XIII legislatura), ha presieduto la Commissione bicamerale per la riforma fiscale, pubblicando l’imprescindibile Libro bianco sulla tassazione delle società (2007). Tra le sue altre pubblicazioni si citano qui: L’inflazione nei paesi capitalistici industrializzati. Il ruolo della loro interdipendenza 1968-1978 (1979); Per una sinistra pensante. Costruire la cultura politica che non c’è (2009); Ripensando il capitalismo (2013); Regole, Stato, uguaglianza: la posta in gioco nella cultura della sinistra e nel nuovo capitalismo (2016); Le ragioni per un ritorno alla socialdemocrazia (2022).

Labour: “Cambia l’Italia. Cambia il sindacato”

Il compagno Sergio Vannozzi ci ha segnalato il resoconto di questo incontro-dibattito promosso dall’Associazione “Labour“, condotto da Fausto Vigevani nel corso dell’anno 2000 e titolato:

Cambia l’Italia. Cambia il sindacato

Si tratta di un Forum con i sindacalisti Pier Paolo Baretta, Mauro Beschi, Antonio Panzeri. Paolo Pirani, coordinato da Fausto Vigevani. Un dibattito di sicuro interesse che volentieri pubblichiamo.

Il ruolo del sindacato, la sua unità, la centralità delle questioni sociali che oggi si delineano in scenari diversi da quelli tradizionali, contrattuali, il sistema politico di bipolarismo imperfetto, con tutte le sue pericolose contraddizioni, la globalizzazione dell’economia e la trasformazione in atto nei settori produttivi tradizionali: sono i temi più importanti con i quali le Confederazioni devono oggi misurarsi e sui quali va impostata un’azione che guardi in primo luogo alla dimensione europea per metà in essere e per metà ancora da conquistare sul piano sociale ed economico. Ma sono questioni che investono anche la politica, perché riguardano la qualità della democrazia presente e futura in Italia e in Europa. L’unità sindacale, la concertazione e la politica dei redditi, il ruolo europeo del sindacato sono grandi politiche che riguardano tutti e non solo il sindacato, ma che la sinistra politica sembra ignorare. Fausto Vigevani ne ha parlato con alcuni sindacalisti: Pubblichiamo il resoconto del Forum svoltosi nell’estate del 2.000 a Roma, al quale hanno partecipato Pier Paolo Baretta, segretario confederale della Cisl, Mauro Beschi, segretario nazionale Funzione Pubblica della Cgil, Antonio Panzeri, segretario generale della Camera del lavoro di Milano, Paolo Pirani, segretario confederale della Uil.

Vigevani: Una prima riflessione va fatta su un elemento di novità offerto da Confindustria. La scelta di D’Amato Presidente è indubbiamente una svolta. Quanto potrà condizionare i rapporti fra le parti sociali e come i sindacati affronteranno il confronto?

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Giuseppe Giudice: Zoharm Mamdani, Socialista

 

 

 

 

MAMDANI SOCIALISTA di Giuseppe Giudice

Sulla elezione di Zoharn Mamdani si sono sprecate, nel nostro paese, tante discussioni inutili, per non affrontare i temi veri che tale elezione pone. Quindi Mamdani è socialista (anche se qualcuno nel “campi largo” preferisce non nominare questa parola maledetta). E’ socialista non solo nominalmente perché ha un programma effettivamente socialista. Le sue proposte sono veramente radicali soprattutto se applicate nel contesto americano. E forse lo sono anche da noi. Giornali come il Corriere della Sera, il Sole 24 Ore, hanno accolto molto male tale elezione. Temendo che la sinistra possa seguire il suo esempio. Beh questa stampa (e aggiungo pure la Repubblica) ha sempre voluto una sorta di sinistra inoffensiva che non si ponesse contro i poteri forti. Una sinistra non socialista. E succube di un pezzo importante del capitalismo finanziario Europeo ed internazionale. Atlantista e filoisraeliana. Beh Madmani è l’opposto di ciò. Cerca direttamente il conflitto con i poteri capitalistici (proprio nelle sue proposte) , ha definito genocidio senza giri di parole il massacro di Gaza. Ha studiato molto bene le disuguaglianze e le ingiustizie causate dal capitalismo globalizzato nei paesi poveri.

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Ferruccio Danini: Il ricordo di Sergio Negri

Nei giorni scorsi è mancato il compagno Ferruccio Danini, dirigente della Camera del Lavoro di Novara e, dopo un’esperienza da parlamentare, della CGIL nazionale. Amico di Fausto Vigevani Danini è intervenuto a Piacenza (4 marzo 1983) in occasione del Convegno di Labour che ha ricordato Vigevani a venti anni dalla scomparsa. Riportiamo di seguito il saluto e il ricordo di Ferruccio svolto da Sergio Negri.

Ferruccio Danini: Il ricordo di Sergio Negri

Caro Ferruccio,

non avrei mai voluto scrivere queste parole dopo le tante scritte insieme.

Ci siamo conosciuti nei primi anni Settanta quando tu e Fausto Vigevani avete rivoluzionato questa Camera del lavoro costruendo un gruppo di specialisti scelti fra medici, sociologi e psicologi, come il Prof Ivar Oddone, docente di psicologia del Lavoro all’Università di Torino, che mise a punto un questionario da distribuire in tutti i luoghi di lavoro che avrebbe rivelato la vera condizione di sfruttamento e di salute di ogni singolo lavoratore. Il gruppo di medici aveva poi il compito di analizzare i risultati e di individuare le possibili cause che avevano provocato patologie o condizioni di malessere nei luoghi di lavoro (ricordo che quelli erano ancora i tempi nei quali si distribuiva il latte a chi svolgeva i lavori nocivi).

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Mauro Beschi: “Ferrari, un uomo di grandi qualità”

Ferrari: “Un uomo di grandi qualità”

Mauro Beschi

Sergio è stato un uomo di grandi qualità, di vivace intelligenza e cultura, socialista con grande rigore e passione, di specchiata moralità. Ho avuto modo di incrociarlo spesso sia per i rapporti con Fausto Vigevani, sia per il mio lavoro in Cgil (faceva parte con autorevolezza del Forum dell’economia CGIL), e infine nei numerosi incontri che avevamo, da ultimo, con Paolo Leon. Ovviamente ha dato un grande contributo anche alla attività politica di Labour.

Sergio è stato un importante dirigente dell’Enea nella quale ha sviluppato riflessioni e ricerche sulle dinamiche dello sviluppo italiano, della ricerca e del loro rapporto.

La sua visione e il suo impegno possono essere riassunti in una sua frase: “Per noi la sola valenza scientifica non era sufficiente perché dietro a qualunque conoscenza scientifica ci sembrava che esistesse comunque, prima o poi, anche una dimensione pratica, economica o sociale che fosse.”

Linea guida che avrebbero orientato il lavoro dell’Osservatorio su L’Italia nella Competizione Tecnologica Internazionale che lui dirigeva e attraverso il quale aveva intessuto rapporti con personaggi di grande livello come Alessandro Roncaglia, Paolo Sylos Labini e Paolo Leon (cui era legato dall’appartenenza alla corrente Lombardiana del PSI).

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Daniela Palma: “In ricordo di Sergio Ferrari”

In ricordo di Sergio Ferrari

di Daniela Palma

Non è facile trovare le parole più giuste per ricordare oggi, qui, tra di noi, Sergio Ferrari, che ci ha lasciato da poco. Non è facile perché dopo un lungo cammino percorso insieme a lui dobbiamo inevitabilmente riannodare i fili di una storia in cui la dimensione personale si intreccia con quella dell’impegno politico e della riflessione intellettuale, attraversando i tanti passaggi cruciali che hanno pure segnato la storia del Paese. Potremmo dire (per semplificare) che in tutto questo era un uomo del Novecento, ma non ci basta; non tanto perché ci sembra che questa sia una formula un po’ logora, attualmente in voga per liquidare in modo sbrigativo quel mondo di ideali e di grandi conquiste sociali che in quel secolo si sono affermati. Non ci basta perché Sergio era un uomo costantemente teso a innovare il presente, a “costruire” idee per il futuro, spesso con formidabili fughe in avanti. Il suo era un tempo continuo lungo il quale fare avanzare un ideale di progresso con al centro la dignità della persona e il benessere collettivo. Accadeva così che il fermento politico che accompagnava la rinascita dell’Italia dopo il secondo conflitto mondiale lo trascinasse in quella direzione, ma al tempo stesso lo portasse anche a considerare che gli sforzi da compiere dovessero essere sostenuti dalla capacità di progettare quella realtà, facendo ricorso alla produzione di nuove conoscenze.

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Sanders: “Dobbiamo reagire in ogni modo”

“La disperazione non è un’opzione. Dobbiamo reagire in ogni modo possibile”

 di: Bernie Sanders

 

Non mi capita spesso di ringraziare Elon Musk, ma ha fatto un lavoro eccezionale nel rendere evidente un punto che sosteniamo da anni: viviamo in una società oligarchica in cui i miliardari dominano non solo la politica e le informazioni che consumiamo, ma anche l’amministrazione e la vita economica. Questo non è mai stato così chiaro come oggi. Ma date le notizie e l’attenzione che il signor Musk ha ricevuto nelle ultime settimane mentre smantellava illegalmente e incostituzionalmente le agenzie governative, ho pensato che fosse il momento giusto per porre la domanda che i media e la maggior parte dei politici non sembrano porsi: cosa vogliono davvero lui e gli altri multimiliardari? Qual è il loro obiettivo finale?

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Lettieri: Stati Uniti e Europa in un mondo che cambia

Le relazioni internazionali saranno la caratteristica principale della nuova presidenza americana nei confronti dell’incerto futuro dell’Europa, che dovrà affrontare il mutamento di rapporti che Trump mostra di voler instaurare

di Antonio Lettieri

L’esito delle elezioni americane con la vittoria di Donald Trump indica un cambiamento della politica degli Usa sia a livello nazionale che internazionale. Trump era considerato un candidato alternativo alla corrente politica americana. Non ci sono dubbi sulla peculiarità della sua personalità. I vecchi presidenti (e Trump era già stato presidente), una volta lasciata la Casa Bianca, non si presentano per una nuova elezione. Dopo la vittoria, Trump ha enfatizzato alcuni aspetti rilevanti del suo programma. Da un lato, una politica diretta contro gli immigrati, sia quelli in arrivo che quelli già negli Stati Uniti ma non in possesso della cittadinanza americana. Un programma di esclusione in un paese storicamente composto da migranti. E, come dimostra la California, da una maggioranza di cittadini stranieri prevalentemente messicani e asiatici. Quanto alla politica interna ha ridotto le imposte in particolare per le famiglie più ricche. In sostanza, una politica di destra come ci si poteva attendere. Gli aspetti più importanti riguardano la poltica internazionale e, in particolare, i rapporti con la Palestina e, più in generale, i rapporti economici con la Cina. La sua politica presenta aspetti diversi rispetto, come vedremo, al conflitto con la Russia che implica il cambiamento dei rapporti americani con l’Europa. Ci occuperemo di questi tre aspetti.

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